CNA RIETI - Confidi: ammortizzatori della crisi per l’artigianato e le PMI
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Confidi: ammortizzatori della crisi per l’artigianato e le PMI PDF Stampa E-mail
venerdì 26 febbraio 2010

 

impresasocieta.pngI dati disponibili sulle erogazioni garantite dei consorzi fidi nel 2008 e nei primi 6 mesi del 2009 mostrano quanto questi “vecchi” soggetti frutto dei valori della mutualità e solidarietà siano tornati “di moda” proprio a causa della crisi.
Per il pubblico dei non addetti ai lavori ricordiamo che i confidi, nati negli anni ’50 per iniziativa delle associazioni imprenditoriali, sono consorzi o cooperative di imprenditori e imprenditrici che garantiscono una parte, molto spesso la metà, del finanziamento che la banca eroga all’impresa.

La grande importanza che i confidi hanno in Italia è testimoniata dal fatto che quasi  la metà, esattamente il 46% di tutti i confidi europei sono nel nostro Paese.

La Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e Cooperative artigiane di garanzia, promossi dalle associazioni dell’artigianato, ha nel mese scorso reso noti i dati 2008 relativi a 191 confidi artigiani che dimostrano quanto gli stessi abbiano contribuito ad attenuare l’impatto della crisi per artigiani e piccole imprese almeno sul fronte, non poco problematico, dell’accesso al credito.

Nel 2008 hanno garantito 6.275 milioni di finanziamenti a 702.025 piccole imprese che per il 41% sono imprese artigiane. Un trend in crescita rispetto al 2007, anno in cui i finanziamenti assistiti dai confidi sono stati pari a 6.088 milioni di euro.

Nei primi 6 mesi  del 2009 i confidi hanno garantito finanziamenti per una somma di quasi 3.600 milioni di euro, una cifra che denota un incremento molto maggiore dell’andamento degli anni precedenti.

Grazie all’efficienza e all'efficacia nel valutare l'affidabilità delle imprese e all’approfondita conoscenza della realtà produttiva locale, i Confidi hanno conseguito, sempre nel primo semestre 2009, un tasso di sofferenza medio pari al 5,1% rispetto al tasso medio di sofferenze del 6,9% registrato dal sistema bancario per i finanziamenti al settore artigiano.

I tassi medi praticati sui finanziamenti si sono mantenuti più bassi di quelli di mercato per la categoria artigiana e vedono ridursi il gap tra quelli a medio termine e quelli a breve. I primi si attestano in media al 4,9%, mentre i tassi a breve sono al 5,4%. Ciò è anche il risultato della buona capacità contrattuale dei Confidi a favore delle imprese e del loro rapporto complessivamente positivo con il sistema bancario (sono 1.556 le convenzioni sottoscritte).

I Confidi svolgono una funzione fondamentale anche nella prevenzione del fenomeno dell’usura: i due terzi dei Confidi (67%) gestiscono infatti gli speciali fondi antiusura previsti dall’art. 15 Legge 108/96, consentendo il rientro nei circuiti legali di finanziamento a migliaia di piccole imprese. Nel 2008 hanno effettuato 1.614 operazioni, per un importo complessivo di finanziamenti concessi pari a 57,1 milioni di euro.

Nel corso degli anni e a seguito dell’entrata in vigore di Basilea II (gennaio 2008) i confidi hanno assunto un’importanza sempre maggiore tale da indurre la Banca d’Italia  a emanare una normativa che obbliga i confidi più importanti che rispettano determinati requisiti patrimoniali e di volume di attività finanziaria (75 milioni di euro) a divenire intermediari finanziari ex art. 107 del Testo Unico Bancario, vigilati dalla Banca d’Italia stessa; conseguenza fondamentale per l’intero sistema bancario sarà il minor assorbimento del patrimonio di vigilanza delle banche stesse con vantaggi per le imprese garantite.

Anche la CNA di Rieti nell’anno da poco terminato attraverso due confidi, Coopfidi, il confidi di Roma e del Lazio, e Artigiancoop di Viterbo, ha sostenuto l’erogazione di 2.183.850 euro fornendo garanzia per 1.091.925 euro.

La proposta di garanzie è parte importante del più ampio lavoro che la nostra area del credito sta svolgendo in questi mesi per sostenere il difficile confronto delle imprese con gli istituti di credito, in genere poco sensibili, al di là delle dichiarazioni, alle difficoltà aggiuntive determinate dalla crisi.

Vincenza Bufacchi
 
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